Storia

Per capire l’evoluzione artistica del Gen Rosso occorre prendere in considerazione il background dal quale ha avuto origine e risalire alla fine degli anni '60 in una piccola località delle colline toscane, vicino a Firenze, chiamata Loppiano: 700 abitanti da 70 paesi del mondo.
Proprio per questa sua originalità,  Loppiano è sempre stato un forte centro di attrazione per migliaia di persone e, fin dall’inizio si era composto un gruppo che, con canzoni e danze tradizionali di vari popoli, dava il benvenuto ai numerosi visitatori. E fu proprio a quella prima formazione artistica che nel Natale del 1966Chiara Lubich volle regalare una chitarra e una batteria rossa. Da qui il nome del gruppo.
Erano gli anni della contestazione giovanile, del pacifismo, della beat generation, e il nome GEN 'Generazione Nuova' si inseriva a meraviglia nell'ondata di novità che caratterizzava quel periodo. Pochi strumenti, un paio di amplificatori e un sacco di entusiasmo…
Così, nel 1967 iniziò a girare per l’Italia un pulmino Volkswagen. Successivamente, il pulmino si è trasformato in un TIR ed in un pullman, ed i passeggeri hanno raggiunto orizzonti impensabili agli inizi: il Gen Rosso difatti ha girato più volte tutti i continenti.
    Il gruppo è andato via via crescendo fino a diventare un vero e proprio punto fermo per una vasta porzione della cultura giovanile, grazie ad un insieme di caratteristiche originali che lo hanno sempre contraddistinto. L’internazionalità, ad esempio, che ha fatto del Gen Rosso un gruppo cosmopolita, uno dei primi nel mondo; oppure la sua strutturazione interna, che lo fa assomigliare più a un progetto che non a un complesso monolitico. Progetto significa organico compatto, rotazione dei componenti con conseguente rinnovamento, e soprattutto significa una cooperativa artistica della quale, oltre ai musicisti, sono parte viva anche i fonici, i tecnici e gli autisti dei tir. Il Gen Rosso è cresciuto negli anni grazie ad un seguito fedele e convinto che si è esteso a macchia d’olio attraverso il tamtam ed il passaparola dei giovani. Infine: una costante aderenza tra arte e vita, veicolata dai valori universali racchiusi nell’immenso patrimonio spirituale e umano del Movimento dei Focolari di cui il Gen Rosso è una delle espressioni artistiche e che ha consentito una vera e propria osmosi con il pubblico di ogni latitudine.


LO SHOW

Se si potesse dividere la storia del Gen Rosso in periodi, gli anni 70’ apparirebbero come quelli della grande ricognizione. Il gruppo viaggiava per il mondo imparando e perfezionandosi. Il Gen Rosso in Concerto era un sapiente mix nel quale si amalgamavano espressioni musicali di origine diversa, quasi una etno-music ante litteram. E c’era spazio anche per lunghi interventi coreografici e per veri e propri spunti di modern dance.

A caratterizzare gli anni 80’ è stata l’avventura. Si andava delineando sempre più un orientamento verso la rock-opera, genere affascinante e, per certi versi, ancora inesplorato, nel quale si fondono discipline di diverso tipo:

Someone lets the sun rise”, repertorio di una lunga tournée in Asia e Stati Uniti che va dal folklore alla canzone d'autore, dalle azioni sceniche e coreografiche a brani musicali.  

Una storia che cambia”, il frutto più maturo di quel periodo, un musical con coreografie, recitati e arie, sposato perfettamente con il pop-rock. La prima rappresentazione ebbe luogo in uno dei templi della lirica, l’Arena di Verona, e in quell’occasione venne realizzato anche un video-documentario.

Negli anni 90’ il Gen Rosso ha imbroccato decisamente la strada del rock, preferendo ai teatri i palasport, le piazze, gli stadi. Le canzoni si sono fatte più asciutte, più dirette, le chitarre e la ritmica sono diventate via via protagoniste.
Il “Concerto per la Pace” pur affrontando temi impegnativi, come la denuncia del razzismo, del traffico d’armi, la pace, le grandi migrazioni, la ricerca di un significato nella sofferenza, finiscono inevitabilmente in una grande sinergia con il pubblico che si identifica con i messaggi e i valori proposti.



Nel 2000 esce “Streetlight - the Musical”, la produzione più grande nella quale il Gen Rosso si sia cimentato. Rappresentato in Europa, Asia, Centro e Sud America con centinaia di è un musical ispirato a un fatto reale accaduto nella 79a strada di Chicago nel ’69.


E' una storia di rivalità di quartiere, tra la vita di una gang con il suo piano di odio e di  vendetta e una band da garage, che tiene concerti in città proponendo messaggi alternativi a quelli della strada. Charles, il batterista del gruppo, pagherà con la vita la sua testimonianza che un mondo diverso, solidale e unito, è possibile. 
Ad oggi la sua vicenda ha lasciato una scia incancellabile nei cuori di migliaia dei giovani in ogni latitudine. Moderno impianto narrativo e scenografie urbane. Coreografie Hip hop ed un crossover musicale che non teme di avventurarsi dal tango al rap, dal rock al tecno.

Il 2003 segna la nascita del disco-progetto “Voglio svegliare l’aurora”. È la rilettura, attraverso la lente della sensibilità contemporanea, di alcuni brani tratti da uno dei più grandi capolavori della poesia di tutti i tempi, il Libro dei Salmi.

Nel 2005 esce il CD Zenit per celebrare i 40 anni dalla nascita del  primo nucleo musicale.
11 brani fra cui uno inedito, che hanno visto il coinvolgimento di Francesco Guccini, Francesco Silvestre dei Modà, Antonella Ruggiero, Rosalia Misseri, Cheryl Porter, Paola Stradi, Kate Kelly. Arrangiamenti nuovi portano in luce alcuni fra i brani storici del guppo.  

Anno  2006 nasce il progetto "Forti senza violenza" in cui il musical "Streetlight" diventa parte essenziale di un articolato programma artistici-educativo.
E nello stesso anno esce anche un nuovo concerto “ZENIT WORLD TOUR” nato al ritorno da un lungo tour in Sud Africa e Brasile con un forte backstage di ritmo e dinamica raccolti nell’incontro con vari popoli e culture.

Anno 2011 ... un nuovo concerto "Dimensione Indelebile": lungo le rotte dei nostri tour, avviene un processo interessante, un’interazione, un interscambio con il pubblico che lascia un segno profondo, una specie di marchio, come e più di un tatuaggio, perché tocca l'anima in modo indelebile. Il concerto rappresenta un omaggio a gente di varie latitudini che ci ha fatto respirare voglia di vivere, sperare e continuare a credere che in ogni cuore, ovunque, c'è un fuoco acceso. Il CD “Indelible“ è composto di 12 brani, tra cui 9 completamente inediti, frutto di confronti e contaminazioni multiculturali dei paesi di provenienza della band.

L'anno 2015 è segnato dall'uscita di "CAMPUS the Musical". All'interno di un Campus universitario, in una calma solo apparente, si svelano dinamiche attuali sullo sfondo di culture, tensioni e conflitti. I personaggi, provenienti da contesti geopolitici distanti e in forte contrasto fra loro, attraverso vicende personali che si ispirano a fatti realmente accaduti, si trovano improvvisamente a fare i conti con un evento improvviso che arriva cogliendo ciascuno di sorpresa. Gli impianti scenografici, in una fusione tra palco e realtà, all’interno di una colonna sonora originale sulla linea di molteplici stili musicali, rinforzano e sottolineano la dinamicità e drammaticità della storia. 

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