"L'arte come espressione di unità" è il tema generale che conduce questi intensi giorni di lavoro con approfondimenti e condivisione di esperienze.

Il primo giorno si è aperto un dialogo sulla storia del Gen Rosso con un focus particolare sui primi anni accompagnati da Chiara Lubich e dal carisma dell'unità, successivamente il prof. Declan O’Byrne, dell’Istituto Universitario Sophia, ha tenuto una conversazione sui: fondamenti antropologici e teologici del Village.

Beni Enderle e Valerio Lode Ciprì, compositore e musicisti,  hanno condotto il mattino attraverso la formula: "Gen Rosso è": “Se siamo uniti Dio è fra noi / dalla vita quotidiana alla composizione di una canzone / l'unità alla base di tutto”.

In serata siamo stati ospiti negli studi del Gen Verde dove ci hanno raccontato del loro momento di vita attuale alla luce degli anni recenti.

Il secondo giorno è stato aperto da una conversazione sulla creatività, condotta da Pierluigi Grison, coregografo. Partendo dall'ispirazione individuale da cui scaturisce un processo collettivo, Beni Enderle, Mite Balduzzi, Valerio Lode Ciprì ed Emanuele Chirco, artisti che collaborano con il Gen Rosso, si sono alternati in un interessante scambio di fatti concreti, brevi accenni di canzoni otenendo una particolare risonanza nei partecipanti del Village.

Jorge Santana (docente di teatro presso l'Università di Madrid), il terzo giorno, è stato il relatore del tema “L'attore e l'azione teatrale, tra finzione e realtà", arrivando al rapporto tra gli attori sul palco ed in relazione con il pubblico.

Helanio Brito, Raymund Estrada, Adelson Reis De Oliveira e Michele Sole del Gen Rosso hanno condiviso esperienze che hanno prodotto in molte persone, incontrate in vari tour, in  decisivi cambiamenti di vita.

Nell'ultima parte della mattinata, il pianista Paolo Vergari ha affrontato il rapporto tra l'autore e l'esecutore in una dinamica di attualizzazione alla fedeltà del compositore di un brano musicale.

In serata ha condiviso la sua graduale scoperta delle intenzioni più profonde racchiuse in soli 30 secondi tratti dal Concerto per pianoforte e orchestra in La minore, opera 54 di Schumann, da lui eseguito recentemente. Alla conclusione ci ha fatto ascoltare alcuni brani da lui scelti.

Il Village si è trasferito, nel quarto giorno, all'atelier di Hung dove Valerio Gentile ha introdotto l'argomento centrale: Arte e socialità. In un percorso in cui sono intervenuti Marta Michelacci (Curatola e storica d'arte) Fernando Muraca (regista di cinema) e Hung (scultore) si sono sviluppate tematiche le più varie: il valore dell'immagine, il riflesso dell'arte nel sociale e viceversa, la vita dell'artista tra sfide complesse e situazioni personali, l'evoluzione della cultura e del processo di crescita artistica in un continuo perdere per ritrovare nel progressivo confronto con la società.

Nei pomeriggi sono proseguiti i laboratori di danza, canto, musica e teatro che andranno a convergere nella performance conclusiva del primo Village 2018. In serata i partecipanti hanno visitato la Bottega di Roberto Cipollone - in arte Ciro - che ci ha spiegato: "L'arte ha il ruolo di usare l'immaginazione e l'abilità per creare cose che toccano il cuore e lo riempiono di meraviglia e gioia".

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