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Prima tappa Bayamo, nella regione del Granma, culla della identità nazionale cubana. Qui infatti è stato composto l’ inno nazionale ed è qui che  Che Guevara ha fondato la prima Emittente nazionale “Radio Rebelde”.
Ci attendono 140 giovani delle scuole d’arte di questa città. Il Consejo Provincial de Artes Escenicas, ha preparato tutto con molta cura, siamo guardati e accolti con grande  rispetto. Julian Toledo, infatti, Vice Ministro Nazionale di Cultura, dopo il positivo esito del Tour 2008  aveva  fortemente caldeggiato che si ripetesse il progetto de L’Avana in altre città all’Est dell’isola.
Alcuni della provincia del Granma inoltre  avevano assistito allo spettacolo dell’Avana e ne erano ritornati entusiasti. Sorprende sempre la nostra internazionalità, la concordia dell’agire comune, la “regia collettiva”  nel nostro modo di fare arte, quella del due o più.


Da parte loro i giovani sono attentissimi, con una grandissima disponibilità e talento. Tre giorni di lavoro intenso, divisi secondo le discipline dello spettacolo (canto, danza, musica, recitazione, tecnica luci e suono, scenografia, regia…). Si parte sempre con il motto da vivere tutti assieme “L’uno per l’altro”.

 

La prestigiosa sala del teatro Bayamo è già piena la prima sera, 600 spettatori, ma diventa strapiena la seconda, 800 spettatori che occupano ogni angolo libero. Lo stupore fra gli organizzatori, ed ancora più fra il pubblico  è grande: tutto preparato in tre giorni? Se non sapessero che è proprio così, non ci crederebbero. Sembra uno spettacolo preparato in settimane, forse mesi  di prove. Qual è la vostra magia? Qualcuno se lo continua a chiedere.  Ma i giovani che hanno lavorato con noi lo sanno: è entrato in loro lo spirito con cui sì è vissuto in questi giorni. Lo esprimono in maniera aperta alla fine dello spettacolo quando, tutti in piedi in sala, continuano a scandire le parole del motto “Uno per l’altro, Uno per l’altro!!

 

  Manzanillo è una cittadina della costa Sud-Est di Cuba. Da qui è iniziata , nel 1868, la liberazione degli schiavi   che lavoravano nelle grandi piantagioni di zucchero.
Nel piccolo, ma grazioso teatro, restaurato da poco, ci apprestiamo a fare 2 rappresentazioni di Streetlight domenica 7 febbraio. Un pullman di attori, che hanno partecipato allo spettacolo di Bayamo viene  ad aggiungersi al gruppo di Manzanillo: 75 in tutto.
La voce che a Bayamo l’evento Gen Rosso era stato straordinario, è corsa per tutta Manzanillo. Dal nostro balcone possiamo vedere la coda della gente che aspetta, già dal mattino del sabato, l’apertura del botteghino. Abbiamo la fortuna di abitare proprio accanto al teatro, nella stessa “quadra”. Questo ci aiuta molto nelle prove, non dovendo fare lunghi viaggi, data la brevità di tempo.
Già al primo spettacolo il piccolo teatro è pieno (450), al secondo stra-gremito (oltre 500) in ogni angolo della sala. L’entusiasmo delle persone è grande, standing ovation sia per noi che i loro  giovani artisti cubani, che in questi spettacoli costituiscono la “decima nazione” del Gen Rosso, tanto sono integrati con noi, condividendo il vivere “l’uno per l’altro”.
Nell’intervallo fra i due spettacoli ci incontriamo con un club di artisti del luogo, testimonianza che qui la cultura è veramente in primo piano. Sono sorpresissimi: “Ma come è possibile mettere su uno spettacolo così ben articolato e professionale, ed eseguito in così poco tempo assieme  tanti giovani cubani?”.     E’ la domanda che tutti si fanno, la “magia” che ricorre sulla bocca di tanti. “Non ho mai sentito parlare di voi, né della vostra musica. Mi ha incantato!”;  “Avete dato un messaggio così chiaro, che mi sorprende quanto sia stato accettato così apertamente da tutti”, “Qui arrivano solo spettacoli nazionali, è bello che siate venuti con questo gruppo internazionale da noi”. Sorprende la grande varietà degli stili musicali e l’attualità del linguaggio.  La direttrice del teatro, Esperanza…, è visibilmente commossa e dice con un certo orgoglio: “ Una vostra canzone ripete ‘Se lo vuoi, tu puoi!’. Noi ci abbiamo creduto!”. Tutti sperano, anche qui, in un nostro prestissimo ritorno.

 

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