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Il 23 dicembre, io c’ero!
Ma… siamo solo all’inizio!

Dopo la “breve” sosta ci rimettiamo in rete con tutti voi. La prima parola è: “grazie” a tutti quelli che ci hanno scritto gli auguri o hanno risposto ai nostri.
La seconda parola è: “grazie” a tutti quelli che sono venuti a Firenze il 23 dicembre e a quelli che, non potendo venire, hanno trovato altri modi per dirci che “c’erano”.
Un concerto “epocale” ci ha scritto uno di voi; beh, certe parole spaventano un po’… però certamente l’attesa era enorme, frizzante, gioiosa.


C’era attesa anche nei rappresentanti della Regione – che ha sostenuto l’intero progetto –  nel rabbino Joseph Levi e nell’imam Ezedin I-Zerf, che con la loro sola presenza dicevano una volontà di incontro e di dialogo tra le diverse culture e tradizioni.
Un regalo aggiunto per noi è stata la presenza della presidente e del co-presidente del Movimento dei Focolari: Maria Voce e Giancarlo Faletti. Presenza che non è sfuggita all’inviato dell’ANSA:
C'era anche Maria Voce al Teatro Verdi di Firenze, al concerto che, per la prima volta, ha visto insieme sul palco Gen Rosso e Gen Verde, i due gruppi a cui Chiara Lubich nel dicembre 1966 regalò due batterie, una rossa e una verde, oggi formati complessivamente da 42 elementi di 16 nazioni diverse. ''La musica è sempre stata nella vita del movimento - ha spiegato Voce, a margine del concerto – perché il movimento è iniziato con i giovani, che da sempre cantano alla vita: era la festa, la gioia. E la musica è anche segno di condivisione, di unione''. È convinta che non sia vero ''che nel mondo e nell'Italia di oggi non ci sia voglia di condivisione: credo piuttosto che occorra dare dei valori e anche la musica può comunicarli'', conclude la presidente.

Qui sotto, nella photogallery, qualche momento e qualche battuta di quella serata storica.

Ma… siamo solo all’inizio! Anche in tutti noi del Gen Rosso e del Gen Verde c’è la convinzione di essere saliti su un treno che ci ha portato soltanto alla prima stazione. Il viaggio è lungo. Su un territorio inesplorato. Avete voglia di viaggiare con noi?

Partiamo dalla prima buona notizia, ovvero che moooolto probabilmente non resterà l'unica volta di One Stage One World!

Era una vita che lo aspettavo! C'è molto di sentimentale nel mio punto di vista... ma vederli insieme…ragazzi mi ha commosso!

Bello ....bello ..bello...non solo vederli insieme ma vedere insieme le varie generazioni, i balletti dell'uno e dell'altro che si mischiavano, i testi che frammezzavano le canzoni, gli aneddoti e i ricordi…

La maggior parte dello spettacolo è composta da canzoni note dei due gruppi: Cerco la tua voce, Costellazioni, Resta qui con noi, Sognando, Lavori in corso, La coperta del mondo, Nell'attimo che va, È amore, La musica vola –  giusto per nominarne qualcuna.

Ci sono alcune canzoni nuove – One stage one world, Sabbia nella clessidra, SMS - pensate e realizzate apposta per lo spettacolo. Hanno suonato tutti insieme, quindi con due batterie, due chitarre, tre tastiere, due percussionisti…e... tante emozioni...

Le voci erano ovviamente composte da entrambi i complessi... e anche il "corpo di ballo" (ci sono molte danze nello spettacolo)!

È stato bello vedere come si possano esprimere insieme due gruppi che sono molto diversi tra loro ... ma questo su quel palco non è stato un ostacolo e anzi, chi non conosceva niente avrebbe potuto dire che si trattava di un solo complesso. 

 

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foto: Riccardo Mauro

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