Gen Rosso: la musica diventa partecipazione

Updated September 29, 2026

Entusiasmo, applausi, musica, canti e soprattutto una partecipazione che ha sorpreso per intensità e trasporto. La Parrocchia-Convento di San Francesco d’Assisi, ieri sera, era praticamente al completo: tutti i posti a sedere occupati e tantissime persone rimaste in piedi per assistere al concerto del Gen Rosso. Una presenza che, calcolando per difetto, si è attestata attorno alle mille persone. Un pubblico eterogeneo, formato da giovani, adulti e famiglie, che per tutta la serata ha seguito il gruppo non limitandosi ad ascoltare, ma diventando parte integrante dello spettacolo. E forse è proprio questa la caratteristica che distingue il Gen Rosso da una semplice formazione musicale. Che il concerto avrebbe richiamato tanta gente era prevedibile, ma ciò che si è visto ieri sera a Termoli è andato probabilmente oltre le aspettative: una partecipazione totale, fatta di applausi, cori, persone che cantavano insieme agli artisti e una platea continuamente coinvolta. Per certi versi, una risposta di pubblico che raramente si è vista anche durante alcuni dei concerti estivi organizzati in città con artisti della musica italiana.

QUELLA BATTERIA ROSSA CHE DIEDDE INIZIO A UNA STORIA

La storia del Gen Rosso parte da lontano, precisamente dal 23 dicembre 1966, a Loppiano, sulle colline toscane vicino Firenze. Fu Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, a regalare a un gruppo di giovani una chitarra e una batteria di colore rosso. Da quella batteria sarebbe nato il nome Gen Rosso: “Gen” come Generazione Nuova e “Rosso” proprio per il colore dello strumento che diede il via a questa straordinaria avventura musicale. Sessant’anni dopo, quella piccola intuizione è diventata una realtà artistica internazionale. Nel corso della sua lunga storia il Gen Rosso ha portato la propria musica in 63 Paesi dei cinque continenti, incontrando culture, popoli e realtà sociali differenti. Il gruppo ha suonato non soltanto nei grandi teatri e nelle piazze, ma anche in carceri, campi profughi, periferie e luoghi segnati da povertà, calamità e difficoltà sociali. Una dimensione internazionale che ancora oggi caratterizza la formazione, composta da musicisti, cantanti e tecnici provenienti da diverse parti del mondo.

DAL ROCK AL FUNK, DAL POP AGLI SPIRITUALS

Anche musicalmente il Gen Rosso ha saputo attraversare generazioni e linguaggi diversi. Il suo repertorio, nel tempo, ha incontrato pop, rock, funk, hip hop, musica spirituale ed elettronica, riuscendo a rinnovare arrangiamenti e sonorità senza perdere quella che rimane la sua identità più profonda: utilizzare la musica come strumento di incontro, dialogo e condivisione. E ieri sera a Termoli questo percorso si è percepito chiaramente. Accanto ai brani più recenti, il pubblico ha potuto ritrovare alcune delle canzoni che hanno accompagnato la storia del gruppo, tra cui “Lavori in corso”, “Vieni e seguimi” e “Resta qui con noi”, brani che continuano a essere riconoscibili e amati anche da chi segue il Gen Rosso da molti anni. Nel repertorio più recente trovano invece spazio sonorità più funky, electro e rock, con brani come “Go for Love”, “Shock of the World” e “Higher”.

NON SOLTANTO UN CONCERTO

Ed è forse proprio qui che si trova la chiave di ciò che è accaduto ieri sera. Il Gen Rosso non propone soltanto una sequenza di canzoni: il concerto diventa un momento collettivo, nel quale il pubblico viene chiamato a partecipare, cantare, muoversi, emozionarsi e condividere un’esperienza. È una formula che il gruppo porta avanti da quasi sessant’anni: cambiano gli artisti, cambiano le generazioni, cambiano gli arrangiamenti e gli stili musicali, ma rimane la volontà di fare della musica un linguaggio capace di mettere insieme persone diverse. E guardando ieri sera quella chiesa gremita, con persone sedute, altre in piedi e un’intera platea coinvolta dalle note e dai messaggi del gruppo, si è avuta la sensazione che quella vecchia batteria rossa regalata a dei ragazzi di Loppiano nel 1966 abbia ancora oggi parecchio da raccontare. Da Loppiano, piccolo borgo toscano, al mondo. E ieri sera, per una notte, il mondo del Gen Rosso ha fatto tappa a Termoli.

Termoline.it - Michele Trombetta - lunedì 28 Settembre 2026


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