Gen Rosso Spirituals a Costa di Rovigo fra musica, fede e messaggio di pace
Updated May 29, 2026
La bellezza della musica che abbraccia torna a Costa di Rovigo con il tour Gen Rosso Spirituals, che venerdì 5 giugno farà tappa alle 21 al teatro Rossi.
Il concerto è stato pensato per unire pop, rock, hip hop e funk a brani che parlano allo spirito: un amalgama sonoro che connette le generazioni e arricchisce i classici della formazione. Dal 1966, quando nacque sulle colline toscane vicino Firenze (Gen sta per Generazione nuova e Rosso è il colore della prima batteria che Chiara Lubich, la fondatrice del Movimento dei focolari, regalò insieme a una chitarra a quel gruppo di giovani della cittadella di Loppiano), il Gen Rosso unisce artisti che nel nome della musica e dell'incontr,o esprimono il bisogno di fare comunità e di portare nella quotidianità il respiro della speranza e il valore dell'accoglienza. Questa scelta porta lo storico gruppo, dai palcoscenici italiani e internazionali, anche nelle carceri, nei campi profughi, nelle bidonville, nei luoghi colpiti da calamità naturali, mostrando che nel condividere musica, racconti e testimonianze si ritrova il senso autentico dello stare insieme, pure dove povertà e disagi sembrano cancellarlo.
IL GRUPPO
Il Gen Rosso va oltre lo spettacolo e parla al cuore delle persone: è questo il filo conduttore che continua a guidare il gruppo? «Generare relazioni di prossimità è l'obiettivo da quasi 60 anni e il filo conduttore - rispondono i musicisti dell'attuale formazione, ben 18, provenienti da 10 nazioni diverse, con la direzione musicale del pianista Emanuele Chirco - è il patto di essere pronti a offrire il proprio tempo e talento, e di essere a servizio l'uno per l'altro soprattutto nelle cose della vita quotidiana, oltre a quelle artistiche. È nell'essenza del gruppo “insistere nell'amore” fino a provocare l'incontro con l'altro: questo ci muove a produrre nuovi brani e ci motiva a continuare». Dalle canzoni di allora a quelle di oggi che cosa è cambiato, oltre ai musicisti? «Il cambiamento è nel dna del Gen Rosso: dal 1966 decine di artisti hanno voluto mettere in moto il proprio talento come contributo a inseguire la pace, la solidarietà e la fraternità per tutta l'umanità. Sono cambiati gli stili musicali, gli arrangiamenti e le voci, ma non è mai cambiato lo spirito: tuttora c'è bisogno di testimoniare che si può convivere anche se diversi. Crediamo che un mondo unito sia possibile, perché ne facciamo esperienza». In un tempo segnato da divisioni, cosa può insegnare ancora la musica? «La musica arriva ovunque, va al di là dei condizionamenti e ti può ricostruire da dentro, dando conforto, senso di vicinanza e accoglienza. Le persone che incontriamo ci dicono spesso: “Ci avete portato le vostre anime. Adesso portate con voi anche le nostre”.
MESSAGGIO DI PACE
E oggi è più che mai fondamentale mostrare che la diversità è una risorsa, non un ostacolo». Cosa farà ascoltare il concerto al teatro Rossi? «Il repertorio include brani iconici reinterpretati in chiave acustica come “È pace intima” e “Servo per amore”, pezzi più ritmati e brani degli ultimi anni come “L'amore vince tutto”. Con il pubblico si crea una connessione profonda e il repertorio “Spirituals” può ridonare alla gente ciò che gli appartiene: una parte della loro storia e della loro vita personale, intrecciata a quella del Gen Rosso. I messaggi di pace, in particolare, acquistano così ancora più forza e in un contesto internazionale tanto preoccupante il Gen Rosso ribadisce il suo fermo no a ogni forma di guerra».
Il Gazzettino. it - NORDEST > ROVIGO
mercoledì 27 maggio 2026 di Nicola Astolfi
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